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STUDI DI STORIA DELL'ARTE  Norme di collaborazione

1.  Dattiloscritto e dischetto il dattiloscritto va inviato al curatore del numero unitamente al file su dischetto scritto in qualsiasi versione di Microsoft Word (indifferentemente per PC e per Macintosh) o altri programmi free. Non si ricevono in formato PDF e tantomeno le illustrazioni. File in pdf con testo e foto si accettano soltanto come bozza.b) ogni cartella dovrà essere di circa 2.000 battutec) insieme al testo dell'articolo potrà essere inviato l’abstract (in inglese) circa 15 righe; se il testo è in una ligua diversa dall'italiano si possono allegare anche un abstract in italiano e uno in inglese.d) l'articolo dovrà riportare l'indicazione del numero di telefono, dell' email (che verrà pubblicata tassativamente in fondo al saggio) e dell'indirizzo dell'autore; a questo indirizzo saraà spedito una copia del volume.

2.  Citazione di brani di documenti e di opere a stampa a) qualora si citino - nel testo o in nota - documenti antichi, occorrerà apportare, pur nel rispetto del testo, alcune modifiche esterne che ne facilitino la lettura e la comprensione. Ci si atterrà in particolare all'uso moderno per la punteggiatura, l'accentazione (anche di parole straniere) e le maiuscole. b) qualora si debba ovviare ad eventuali ed evidenti omissioni del­l'amanuense, si porranno tra parentesi quadra le parole aggiunte.c) qualora ci si trovi di fronte ad un rilevante errore di scrittura dell'amanuense, si farà seguire la trascrizione dall'annotazione "sic" tra parentesi quadrad) qualora nel corpo della citazione si omettano delle parti, andranno indicate con tre puntini fra parentesi quadre.e) sempre al fine di facilitare la lettura, si scioglieranno tutte le abbreviazioni con­tenute nel testo che non rientrino più nell'uso moderno e non risultino pertanto immediatamente comprensibili

3.  Uso delle maiuscole Le maiuscole vanno usate il meno possibile, ma lasciate quando una denomina­zione fa corpo con il nome proprio cui si accompagna (nel caso di Istituto e di to­ponimo).I titoli (papa, re, generale, presidente, cardinale, santo, ecc.) vanno sempre minu­scoli a meno che non sia l'inizio di un paragrafo o di un titolo di opera, es. San Martino e s. Pietro, ; Santo, San, Santi vanno maiuscoli solo nella denominazione di chiese, basili­che, cappelle, altari, ecc., e vanno comunque citati sempre per esteso.Le denominazioni di magistrature, enti, fondazioni, istituzioni, accademie, ecc. vanno maiuscole, in tondo anche se straniere, in tutte le iniziali delle parole che le compon­gono; le sigle vanno maiuscole e senza punto (BNL, INPS, CEE, ecc.).Le parole: chiesa, basilica, monastero, tempio, porta, ecc. vanno minuscole (ad ec­cezione di: Porta Pia, Basilica Vaticana, Acquedotto Felice, ecc.).Vanno maiuscoli: Paesi nel senso di nazionalità, Stato e Chiesa intesi come istitu­zione, Regione, Provincia, Comune intesi come autorità; così pure Codice e Rac­colta, quando sono seguiti da nome proprio; Seminario, Convegno, Colloquio, ecc. quando sono seguiti dal titolo; Fondo va sempre maiuscolo.Maiuscoli vanno anche: Cinquecento, Ottocento, ecc., e anni Venti, anni Quaranta, ecc.I nomi designanti popoli o nazionalità vanno minuscoli.I periodi storici come Rinascimento, Risorgimento, Rivoluzione francese, ecc. vanno maiuscoli.I movimenti culturali o politici come futurismo, illuminismo, fascismo, ecc. vanno minuscoli; lo stesso vale per gli ordini religiosi (francescani, gesuiti, ecc.).

4.  Per la citazione in nota di libri ed articoli a) l'autore (o gli autori, fino al massimo di tre, nel caso di opera collettiva) va indi­cato con l'iniziale del nome e con cognome intero, in tondo; il cognome sarà seguito da una virgola (l’autore va in maiuscoletto anche quando si tratta di un ente).Nel caso di più autori, i nomi vanno separati da un trattino;b) il titolo del libro o dell'articolo deve essere indicato per intero, in carattere cor­sivo e seguito da virgola. Nel caso di titolo in una lingua straniera, diversa dal francese, inglese, spagnolo e tedesco, si darà la traduzione in lingua italiana (tra pa­rentesi quadre);
nel caso di titoli particolarmente lunghi, specie di opere antiche, in particolare quando il nome dell’autore è inserito all’interno del titolo, è possibile effettuare delle elisioni, purché si mantenga il senso compiuto, segnalandole con tre puntini.c) per le opere anonime e per le opere collettive si darà indicazione del solo titolo come sopra (non preceduto da “Aa.Vv.”), seguito dall’indicazione dell'eventuale curatore (in tondo, con la sola iniziale del nome);per le opere straniere è preferibile dare l’indicazione “a cura di” nella lingua originale, come compare nel frontespizio;per gli atti di convegni seguirà, in tondo e preceduta da una virgola, l’indicazione: atti del convegno … (luogo, data),d) per i libri seguiranno il luogo e l'anno di pubblicazione (senza la virgola tra le indicazioni), l'edizione se ri­levante; per le opere straniere successivamente tradotte in lingua italiana si po­tranno dare anche i riferimenti editoriali di quest'ultima; per le opere recenti non deve essere citato l’editore; viceversa per le opere fino al XIX secolo si indicherà come compare nel frontespizio;e) per le opere in più volumi, dopo il titolo si indicherà il numero dei volumi (in numeri arabi), se­guiranno il luogo, l'anno (o gli anni) di pubblicazione e l'indicazione specifica del volume (in numeri romani) e delle pagine cui si intende fare riferimento. Con l'eccezione di dizionari, enciclopedie, ecc. per i quali si darà solo l'indicazione bibliografica del volume citato;f) per gli articoli seguiranno il nome del periodico tra un caporale, l'indicazione del­l'annata, dell'anno, del numero del fascicolo (non preceduto da “n.” né da “fasc.”), delle pagine e, se del caso, della/e pagina/e cui ci si intende specificatamente riferire;g) per contributi in opere collettive o in raccolte miscellanee si indicherà autore e titolo del contributo come sub a) e b), aggiungendo altresì (preceduti da “in”) i riferimenti completi dell'opera collettiva in cui è contenuto, inclusa la specificazione delle pagine rela­tive all'insieme del contributo, seguirà l'eventuale specificazione di particolari pa­gine cui ci si intende riferire;h) quando si ripete a distanza la citazione da uno stesso libro o articolo si indicherà, come di consueto, l'autore e, invece, in forma abbreviata (limitata alle due o tre parole iniziali) il titolo, seguito dalla virgola e dall'espressione "cit." e, facoltativo, l'anno di pubblicazione (in tondo); seguirà l'indicazione della pagina/e. Non si daranno altre indicazioni di luogo, etc. Quando la seconda citazione segue immediatamente la prima si userà l'abbreviazione "Ibidem" in tondo senza indicazione di pagina se ci si riferisce ad al­tra riga dello stesso luogo, ovvero l'abbreviazione "Ivi" in tondo con indicazione di pagina se ci si riferisce ad altro luogo;i) per i rinvii alle pagine di un'opera o di un articolo si useranno queste abbrevia­zioni: p. = pagina; pp.; se è una lunga serie di pagine contigue = es. p.15ss o anche pp.15ss;le pagine estreme di un intervallo vanno indicate per esteso: pp. 235-254 e non 235-54


Alcuni esempi di citazioni bibliografiche:V.E. Giuntella, Roma nel Settecento, Bologna 1971.H. Gross, Rome in the Age of Enlightenment. The post-Tridentine syndrome and the ancien régime, Cambridge 1990 (trad. it. Roma nel Settecento, Roma-Bari 1990).Firenze 1815-1945. Un bilancio storiografico, a cura di G. Mori e P. Roggi, Firenze 1990 (i nomi dei curatori possono essere anche estesi).G. Giarrizzo, Intellettuali e Mezzogiorno nel secondo dopoguerra, ''Studi Sto­rici’', XX, 1979, 1, pp. 91-110, p. 93.Ibidem.C. Corsini, La demografia, in Firenze 1815-1945, cit., pp. 3-20, pp. 18-20.Ivi, p.15.G. Giarrizzo, Intellettuali e Mezzogiorno, cit., pp. 95-97.Produzione e commercio della carta e del libro, secc. XIII-XVIII, atti della venti­treesima Settimana di studi dell'Istituto Internazionale di Storia Economica “F. Datini”, (Prato, 15-20 aprile 1991), a cura di S. Cavaciocchi, Firenze 1992.

5.  Per le citazioni da documenti d'archivio a) successivamente agli eventuali riferimenti relativi allo specifico documento, si darà indicazione dell'archivio (in maiuscoletto), del fondo e di eventuali serie in corsivo, della busta o registro e, infine, eventualmente, della carta con specifica­zione recto = c.15r o verso = c.15v.b) qualora le citazioni di documenti d'archivio si ripetano più volte, occorrerà premettere alle note un'avvertenza non numerata, e collegata con asterisco al ti­tolo, nella quale si darà l'elenco delle abbreviazioni usate, es.: ASR = Archivio di Stato di Roma (Polizia = Direzione Generale di Polizia); BAV = Biblioteca Apostolica Vaticana;
d) alcune abbreviazioni di uso corrente sono: busta = b. registro = reg. fascicolo = fasc.


6. Per i manoscritti delle biblioteche a) per l’indicazione di autore e titolo si userà un metodo analogo a quello dei libri a stampa;b) per l’indicazione dell’ubicazione si userà un metodo analogo a quello dei do­cumenti di archivio: l’indicazione della biblioteca in maiuscoletto seguita da quella del fondo in tondo e dal numero che designa il manoscritto in tondo.Alcuni esempi:Archivio di Stato di Roma, Camerale II, Arti e mestieri, b. 24.ASR, Camerale III, b. 2018.ASR, Trenta notai capitolini, Not. De Sanctis, 1769, vol. I, cc. 153-155v, 160r-v.ASR, Polizia, Rubriche dei registri di protocollo, reg. 20.

 

 Si raccomanda in particolare di indicare sempre nella citazione di:  opere in più volumi: il numero dei volumi ed il numero specifico cui si fa riferimento; opere collettive entro le quali è contenuto l'insieme del contributo cui si intende fase riferimento; articoli: gli estremi completi della rivista (annata, anno di pubblicazione, fascicolo, pagine entro le quali è compreso l'intero articolo; eventuali nn. tavole fuori testo.

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